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Nè di Eva nè di Adamo: gli anni giapponesi di Amèlie Nothomb

  1. Scritto da Ossimoro in Biografia, Narrativa straniera, Psicologia |
  2. lunedì, 7 dicembre 2009 |
  3. Commenti

copj13.aspAmèlie Nothomb è la scrittrice belga che i nostri figli studieranno a scuola, sulle antologie accanto alla Yourcenar e alla Beauvoir. E’ una donna enigmatica e appassionata, tanto moderna quanto profondamente radicata nei classici. Nata a Kobe (Giappone) ha girato mezzo mondo al seguito di suo padre, diplomatico del governo belga; ha frequentato la scuola elementare in Cina, le medie in Bangladesh, ha visto l’Europa per la prima volta a 17 anni e a 20 si è laureata in filologia all’Università di Bruxelles. Dall’età di 24 anni pubblica un libro all’anno, tutti molto discussi e popolari, per la casa editrice Albin Michel. Nei suoi romanzi, appartenenti a un genere inedito che i critici usano chiamare “sado-masochismo intellettuale”, alterna storie surreali di pura fantasia e autobiografismo puro.

Questo romanzo appartiene al secondo filone e racconta del suo ritorno in Giappone, all’età di 21 anni, e del tempo trascorso a Tokyo alla ricerca di un indigeno con cui poter riprendere la lingua che aveva abbandonato all’età di tre anni. Lo troverà nel ricco coetaneo Rinri, cui darà lezioni di francese e con cui intreccerà una bizzarra relazione sentimentale, che porterà a una proposta di matrimonio. Un viaggio fisico e metafisico per il Giappone, alla ricerca delle proprie radici, fino alla scalata del mitico Monte Fuji e a una decisione finale inappellabile.

Note: libro snellissimo, come tutti quelli della Nothomb (160 pagine), prezzo 13 euro per Voland e reperibilissimo anche in biblioteca. Un primo passo per analizzare lo stile particolare, caustico e sentenzioso, della Nothomb, che poi potrete apprezzare anche in altri libri dalle tematiche più violente. Una grande scrittrice e un grande personaggio della letteratura contemporanea. Ai francodotati si consiglia la lettura in lingua!

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gatto nero dice:

lunedì, 7 dicembre 2009 14:08

perfetto, il libro è già in attesa di lettura nella mia libreria per cui lo inizierò a breve! :)

kiki dice:

lunedì, 14 dicembre 2009 20:08

E’ troppo presto per lasciare un commento? Mi dispiace di non essermi più fatta sentire a causa di altri romanzi in cui ero invischiata o perchè avevo già letto quelli proposti, quindi ho deciso di rifarmi viva, anche se ho già letto il libro in questione. Più che letto l’ho divorato in un pomeriggio estivo su una comoda sdraio all’ombra di una grande noce. Sembra troppo bello per essere vero eppure lo è :-) Magari non è un capolavoro, e mi riprometto di leggere altri romanzi della Nothomb per giudicare se sia il fenomeno letterario di cui tutti parlano, ma sicuramente è una boccata d’aria fresca! A tratti veramente divertente, è bello percepire l’ entusiasmo dell’autrice per la riscoperta del suo paese (anche attraverso i sapori) e l’incontro con una cultura differente in cui l’altro è come un libro pieno di misteri da svelare.

gatto nero dice:

mercoledì, 30 dicembre 2009 19:33

La Nothomb è un’autrice che ho veramente imparato ad amare in questo ultimo anno …
Diversi sono infatti i suoi libri che ho avuto modo di leggere ed apprezzare …
Finora però mi ero limitato alla lettura dei romanzi privi di riferimenti autobiografici (se non vagamente velati dietro alla finzione del racconto) …
Questo è quindi un primo passo verso un’ “altra faccia” di questa scrittrice così poliedrica …
Confesso di non aver trovato la vicenda in se molto coinvolgente o interessante..
La descrizione di questo amore “nipponico” mi è spesso apparsa come fredda, distaccata …
Troppo distante dai “canoni” tipici del mio animo bizzarramente romantico …
E penso che piano piano dimenticherò l’intera vicenda (su cui, a pochi giorni di distanza dal termine della lettura, sta già calando una lieve nebbia …)
Ma non dimenticherò sicuramente alcune caratteristiche del romanzo …
In primis l’abito di caratteri mitologici/biblici di cui vengono vestiti gli eventi …
Ma soprattutto le vicende che portano l’autrice/protagonista a rapportarsi con la natura …
Le emozioni provate nello scalare due montagne e nel confrontarsi con il freddo vengono descritte in maniera terribilmente incisiva ed efficace …
Ed è proprio per questi aspetti che ho apprezzato questa ultima proposta!!! 
Mi permetto però di suggerire a tutti voi di non fermarvi a questo libro per quanto riguarda la conoscenza dell’autrice … in particolare consiglio la lettura di “acido solforico” … romanzo quanto mai provocatorio e carismatico …

Ossimoro dice:

sabato, 2 gennaio 2010 00:08

Sono molto contenta di questo primo commento e aspetto con ansia gli altri!

Penelope dice:

venerdì, 8 gennaio 2010 21:42

Innanzitutto ringrazio tantissimo Ossy nn solo di avermi fatto scoprire un bellissimo nuovo libro, come ogni mese, ma di avermi spronato a leggerlo il lingua. E così ho fatto, con molta titubanza perché, pur avendolo studiato sodo, è da un bel po’ che non prendo in mano il francese. Ebbene, il romanzo è corso liscio come l’olio ed è stato anche più interessante letto in originale. Divertentissimo e tenero, strano e avvincente, mi ha trascinata nel cuore del Giappone con gli occhi di una belga e mi ha divertita moltissimo.
Bellissimo davvero e scorrevole come pochi, sicuramente non sarà l’ultimo di quest’autrice che leggerò :) Sempre in lingua, ovviamente :)

Ossimoro dice:

martedì, 12 gennaio 2010 03:01

Grazie anche a Elena per il suo entusiasmo e attendiamo con fiducia il commento degli altri nipponisti :-)

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