I passi dell’amore: l’iniziazione al sentimento
- Scritto da Ossimoro in Libro più film, Narrativa straniera, Sentimentale |
- martedì, 21 luglio 2009 |
- Commenti
Dopo avervi sadicamente irrorato di sangue con l’ultimo thrillerone, mi accingo a cospargevi di latte e miele con una proposta decisamente in controtendenza.
Sapete tutti che il genere sentimentale non mi è congeniale, tuttavia, quando lessi questo libro a 17 anni il mio cuore sarcastico ne rimase alquanto colpito, azzarderei quasi commosso. Si tratta di uno dei romanzi di Nicholas Sparks, re delle lacrime a forma di cuoricino, noto per i suoi “Le parole che non ti ho detto”, “Le pagine della nostra vita”, “Come un uragano”.
I passi dell’amore è la storia – raccontata in prima persona dal protagonista ormai 57enne in un lungo flashback- di Landon Carter, liceale modaiolo, ribelle e popolare della cittadina di Beaufort; scaricato dalla fidanzatina di turno, si trova a dover per forza invitare al ballo l’impopolare, riservata e cristianissima Jamie Sullivan, la figlia del reverendo. Anonima e malvestita, fissata con l’esegesi biblica e il volontariato coi i meno fortunati, Jamie è lontana anni luce dall’ideale di bellezza di Landon, che si trova suo malgrado a dover anche recitare con lei nella recita di fine anno. E tuttavia sarà proprio durante l’esibizione che i candidi strali di Jamie faranno un buco nel cuore sarcastico e gelido di Landon, conducendolo alla scoperta di un amore puro quanto estremo. Con esiti imprevedibili.
Nota: reperibile ovunque in innumerevoli edizione (è un classico del genere): l’edizione più recente è per Sperling & Kupfer a 9 euro. La prosa è briosa e scorrevole, la storia appassionante. E’ l’ennesima dimostrazione del fatto che il mito della donna angelicata che riempie l’uomo di virtù e lo eleva al cielo non si è estinto con lo Stilnovo (!). Consigliato anche il film, con Mandy Moore e Shane West. Da oggi nasce la nuova etichetta “libro più film”, per spingervi a procurarvi anche i film e ad agevolarci le vostre riflessioni sull’adattamento cinematografico delle nostre proposte letterarie.
gatto nero dice:
martedì, 21 luglio 2009 16:32
sono sempre stato curioso di leggere qualcosa di questo autore di cui ho sentito opinioni discordanti … e ora ho la scusa per farne la conoscenza … domani vado a procurarmi tal libro!
mirko dice:
martedì, 21 luglio 2009 22:22
No, lo Stilnovo no
kiki dice:
lunedì, 27 luglio 2009 09:50
Premetto che ho letto tre o quattro libri di Nicholas Sparks e sono ancora in cura per il diabete. Li ho trovati zeppi di cliché e mi da noia che l’autore segua imperterrito lo schema strappalacrime per cui qualcuno alla fine deve sempre morire. Detto questo “I passi dell’amore” non è il peggiore che ha scritto, è veramente scorrevole (ci ho messo poco più di ventiquattrore a finirlo) e rilassante. E forse è proprio ciò che chiediamo a questo “genere” di romanzi. Certo, la trama è la più trita di tutte (”love story” vi dice qualcosa?) e continua ad illudere noi ragazze di poter cambiare gli uomini
e di più non saprei che cosa dire.
Non è un capolavoro, ma è l’opera di un onesto mestiere.
Per quanto riguarda il film aprirei una parentesi sui film tratti dai libri di Sparks. I passi dell’amore, Le pagine della nostra storia, Le parole che non ti ho detto, Come un uragano e chi più ne ha più ne metta. C’è da rimanerci per shock ipoglicemico, ma devo dire che, in generale, a differenza di quanto mi succede di norma, mi sono piaciuti più dei libri da cui sono tratti. Sarà che le storie sono romantiche ed è bello vederle portate sul grande schermo da attori belli e affascinanti, sarà che le trame sono così esili che persino le canzoni di Mandy Moore aiutano a tirarle un po’ sù. Discreto “I passi dell’amore”, piacevoli gli interpreti e anche l’ambientazione moderna rispetto al romanzo. A mio avviso sottovalutato “Le pagine della nostra storia” che è proprio il film adatto per una serata tra ragazze. Gli altri due ve li sconsiglio perchè alla fine “stuccano”.
Avendo già finito il libro per l’estate vi chiedo qualche consiglio alternativo ( in genere ad agosto leggo almeno 3 romanzi). Ho preso “mia sorella è una foca monaca” consigliato qui sul bookclub e mi attira “guida galattica per autostoppisti” perchè ho visto il film e mi ha colpita. Voi che cosa vi portate sotto l’ombrellone?
Ossimoro dice:
venerdì, 31 luglio 2009 16:36
Cara Kiki, troverai una gustosa lista di letture e consigli di lettura a questo indirizzo: http://dreamerscorner.forumcommunity.net/?t=29871809&view=getlastpost#lastpost sul nostro forum, dove sei invitatissima!
gatto nero dice:
domenica, 16 agosto 2009 18:06
Ho finito questo libro qualche giorno fa dopo una lettura estremamente veloce …
) e scritto in maniera estremamente lineare e scorrevole …
Il libro in effetti è molto breve (nonostante io abbia trovato un’edizione con carattere 28 che inganna un pochino l’occhio
Nonostante questo non è riuscito a colpirmi particolarmente … ho trovato in esso infatti una commistione di aspetti positivi e di alcuni altri negativi che, pur non facendomelo odiare, non mi hanno concesso di apprezzarlo appieno …
Di positivo c’è sicuramente la capacità di coinvolgere e commuovere il lettore (anche se il sentore di già sentito permane durante l’intera lettura … e anche a me è apparso in mente il già citato love story …), la presenza di alcuni tratti divertenti, localizzati però interamente nel primo tratto, e l’analisi che viene fatta dei contrasti interiori provati inizialmente dal protagonista … ho infatti particolarmente apprezzato l’indecisione del protagonista nella sua scelta tra la via indicatagli dal cuore e quella mostratagli dalle convenzioni sociali, dalla paura di essere giudicato dai coetanei (condizione peraltro spesso presente nella stragrande maggioranza degli adolescente) …
Ho invece odiato il ricorso ai soliti stereotipi tipici di simili opere … in particolare detesto (e sottolineo il detesto) la tipica “redenzione del ragazzo difficile”, ottima per far sognare le adolescenti che credono in questa utopia ma pessima per qualsiasi altra persona un peletto più matura …
Inoltre ho trovato particolarmente pesante la cappa di buonismo che sembra avvolgere l’intero libro … aspetto che rende il tutto particolarmente irreale ai miei occhi …
Non ho ben capito invece come mai l’autore abbia inizialmente impostato il tutto come un lungo flashback per poi dimenticarsene fino al termine del libro … per l’intera durata del libro infatti non si trova un singolo commento a posteriori degli avvenimenti, scelta che invece avrei trovato più interessante …
Nota personale : ho veramente sorriso quando ho letto il delinearsi di Jamie … è così perfettamente identica nell’aspetto e nel carattere ad una mia amica che non ho potuto non associarle per l’intera durata della lettura …
Penelope dice:
domenica, 6 settembre 2009 21:47
Peccato che sapevo già come andava a finire, avendo visto il film, altrimenti me lo sarei goduto di più. Piacevolmente scorrevole ma nulla di più. Non ho però grandi critiche negative da fare, è un romanzetto rosa, migliore di tanti altri del suo genere, dà quello che promette, nulla di più, nulla di meno.
Ossimoro dice:
domenica, 6 settembre 2009 23:08
In un certo senso sono sollevata nel notare che neanche ai miei lettori risulta congeniale il genere sentimentale:-D Nondimeno sono soddisfatta di aver proposto anche questo genere!
gatto nero dice:
giovedì, 10 settembre 2009 18:30
io devo ammettere che non disdegno il genere sentimentale, ma effettivamente ne ho letto mooooooooooolto raramente qualcosa di veramente interessante …
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