“Un giorno questo dolore ti sarà utile”: la solitudine vivace di Peter Cameron
- Scritto da Ossimoro in Classici moderni, Narrativa straniera |
- venerdì, 22 maggio 2009 |
- Commenti
Come al solito cambiamo mondo, cambiamo genere, tempo e spazio, perchè siamo eclettici e ci piace tanto!:-D
Il libro di questo mese è un consiglio che mi girava in testa da diversi mesi, ma aspettavo il momento propizio: Peter Cameron è uno scrittore statunitense molto apprezzato dalla critica e dal pubblico e questo suo lavoro dal titolo quantomeno profetico (“Un giorno questo dolore ti sarà utile”) è quello che si dice un libro di “nicchia espansa”, che ha ottenuto successo in tutto il mondo grazie al passaparola.
Storia dell’estate di affollata solitudine del diciottenne newyorkese James: studente modello, gran lettore e prossimo all’iscrizione in un college prestigioso, il giovane vivacchia tra la galleria d’arte concettuale della madre – alle prese con l’ennesimo divorzio – e la banca in cui lavora il padre imprendit0re. Nei mesi estivi cammina malinconicamente divertito per la grande città che non dorme mai illudendosi che il suo destino non sia già stato scritto, cerca di comprare una casa nel midwest per viverci da solo in mezzo ai suoi libri, schiva i coetanei – per cui ha una vera e propria allergia – e annuncia di non voler andare all’università. Una ribellione consapevole di un ragazzo maturo ma incompiuto, in cerca del suo domani e di una libertà che, forse, in questo mondo non esiste.
Per tutti quelli che leggendo il Giovane Holden hanno pensato, anche solo per un momento: “Sarebbe un libro tanto migliore, se solo Holden Caulfield non fosse un completo imbecille!”
Nota: libro disponibile in tutte le biblioteche, perchè è sentito come un “classico moderno”. Un po’ caro: costa 16,50 euro per Adelphi. Ma garantisco io che sono ben spesi. Si legge tutto d’un fiato, sono solo 200 pagine: vedrete che cambiamento, dopo il dardo e la rosa! Lo stile è inappuntabile, fresco e leggero, senza una parola di troppo, la prosa è divertente e tragica al tempo stesso. Dev’essere molto bello anche da leggersi in originale. Buona lettura a tutti!!!
Penelope dice:
venerdì, 22 maggio 2009 18:02
E per quelli che hanno adorato Il Giovane Holden e pensano che Holden sia un grande? Io lo porterò sempre nel mio cuore ma c’è anche posto per questo James, se riesce a conquistarselo.
Domani sarà mio! ^_^
Ossimoro dice:
venerdì, 22 maggio 2009 18:52
Va perfettissimo per tutti quelli che sono passati attraverso il Giovane Holden e ne hanno pensato, a scelta, tutto il bene o tutto il male possibile. O per quelli che, come me, ne hanno pensato entrambe le cose. E ovviamente anche per tutti quelli che non hanno mai letto il Giovane Holden, ma hanno sempre sognato di ribellarsi. O di avere qualcosa contro cui ribellarsi
mirko dice:
sabato, 23 maggio 2009 10:33
Finalmente una buona scusa per acquistarlo. E’ un libro che mi incuriosisce da un bel po’ e quindi sarò dei vostri
Comunque la forza di Holden secondo me sta proprio nella sua “imbecillità”, non cambiatemelo
gatto nero dice:
sabato, 23 maggio 2009 17:45
un libro il cui titolo mi ha sempre attratto ed incuriosito … presto sarà mio!
Elimi dice:
domenica, 24 maggio 2009 09:26
Per tutti quelli che leggendo il Giovane Holden hanno pensato, anche solo per un momento: “Sarebbe un libro tanto migliore, se solo Holden Caulfield non fosse un completo imbecille!”
Holden non è affatto un imbecille…mah…meglio che non lo leggo questo libro allora.
Ossimoro dice:
domenica, 24 maggio 2009 11:12
Oh, fanciullina, non ci abbandonare! Invece è proprio per quello che lo dovresti leggere! Guardate che a me il Giovane Holden è sempre piaciuto, pur con tutte le riserve del caso. (PS: confesso che sono contenta di aver scaldato gli animi con questa mia frase avventata; non avevo mai denotato tanto interesse iniziale per un libro del Bookclub
Provochiamo scompiglio demolendo i mostri sacri della letteratura mondiale :dovrò ricordarmi di farlo più spesso 
NB: io dico che Holden è “imbecille” nel senso letterario del termine, così come tante volte avrete sentito dire che Zeno Cosini è “inetto”.E’un modo per dire che è un ribelle, un outsider letterario e, come dice giustamente Mirko, la sua imbecillità è col tempo diventata un paradigma caratterizzante del libro.
Elimi dice:
domenica, 24 maggio 2009 17:39
Evvai quindi anch’io sono un’imbecille!
Comunque il libro non potrei leggerlo comunque non solo perchè il titolo non mi piace, ma anche perchè mi sa di un libro che parla dell’adolescenza in modo…non so. L’immaturità è la cosa più bella che ci sia nell’adolescenza! Ahaha…
Ossimoro dice:
martedì, 26 maggio 2009 01:34
“L’immaturità è la cosa più bella che ci sia nell’adolescenza!”

Penso che in fin dei conti sia proprio vero! Specie se è, per così dire, un’immaturità attiva
La mia è stata molto molto passiva: ho fatto le mie rivoluzioni personali sdraiata in mezzo ai libri
Non vedo l’ora di leggere i vostri commenti a questo libro!
Penelope dice:
martedì, 26 maggio 2009 15:13
Finito ieri.
E già da questo potete intuire molte cose.
Elimi, se vuoi un consiglio, leggilo. Te lo dice una che ha divorato 4-5 volte il Giovane Holden e più volte ha esclamato “Uno così se lo trovo me lo sposo!”.
Spero che ti piaccia James come ti è piaciuto Holden, per me è stato così (anche se il secondo avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, forse perché è stato il primo ribelle ad entrarvi e ha un’aria più da mascalzone di James).
Bello, bellissimo, uno dei libri che entrano davvero nella mia top list dei più belli di tutti i tempi.
Straordinariamente attuale, scorrevolissimo, incantevole. Molto interessante il personaggio di James, la sua ossessione per le parole, la sua incapacità di esporre i propri pensieri tramite il linguaggio, senza sminuirli inevitabilmente (grande tema che hanno affrontato tanti poeti e scrittori), la sua antropofobia, la sua crisi d’identità.
All’inizio ci si lascia trasportare da questa cristallina voce narrante e si condividono i sentimenti e le reazioni di James, ma ben presto (forse perché sono più vecchia di lui) si riesce a vedere al di là di tutte le belle parole che presenta e a percepirlo nella sua vera essenza. E sorge una grandissima ondata di tenerezza: viene voglia di abbracciarlo (anche se lui fuggirebbe a gambe levate), di rassicurarlo, di dargli coraggio, sembra quasi un fratello minore.
E grande, grandissima la nonna che gli dice quello che io penso da tempo: tutto serve nella vita, anche le esperienze negative perché ti formano come persona.
Adorabile.
Vi prego, sono alla ricerca di ribelli come James e Holden: ne conoscete altri nella letteratura?
mirko dice:
martedì, 26 maggio 2009 19:20
Questo “successo record” mi mette ancora più curiosità: domani vedrò di fare un giretto in libreria
Riguardo ai ribelli nella letteratura, io di recente ho incontrato il protagonista di Mia sorella è una foca monaca dell’esordiente Christian Frascella. Intendiamoci, neanche lontanamente paragonabile a Holden (la recensione di Genna è eccessiva), però è un personaggio azzeccato, che diverte e si legge con piacere. link ibs
Ossimoro dice:
domenica, 7 giugno 2009 18:42
Sono contentissima che il nostro piccolo grande capo abbia divorato “Questo dolore un giorno ti sarà utile”! Quanto ai ribelli, uh…tanti ce ne sono! Il primo del suo genere a venirmi in mente è il Wilhelm Meister di Goethe, che abbandona la vita borghese per seguire una compagnia teatrale. Aspetto con ansia altri commenti!
gatto nero dice:
giovedì, 11 giugno 2009 23:21
confesso di aver iniziato questo libro con una certa titubanza … avevo il vago timore che potesse essere un libro eccessivamente complesso ed articolato, di difficile lettura … da qui la mia sorpresa nel constatare l’incredibile scorrevolezza di questa opera, divorata nel giro di tre giorni, nonostante la mole di impegni che grava su di me in questo periodo …
un libro di cui non ho “sentito” la trama, trama che per altro si può quasi definire con inconsistente … l’intero libro sembra essere fondato sulla delineazione del protagonista, intento pienamente raggiungo a mio modesto parere! James è uno di quei personaggi che si ancorano nella memoria del lettore, forti della loro particolarità … che in questo caso si manifesta con una forte mancanza di identità personale (meravigliosa a riguaro la frase “ho solo diciotto anni. come faccio a sapere cosa vorrò nella vita? come faccio a sapere cosa mi servirà?”), da un’intensa sociofobia, dal costante tentativo di distinguersi silenziosamente dalla massa dei coetanei (che peraltro vengono visti con un sottile e distaccato disgusto …) … tutti tratti che in qualche modo riesco pienamente a capire, pur non riuscendo a rispecchiarmi nel personaggio che in un qualche modo appare troppo distante da tutti noi …
ho poi adorato la sottile ironia che permea l’intero libro andando a colpire moltissimi aspetti della società e della cultura contemporanee …
molto affascinante anche lo stile di scrittura, come del resto si può già intuire dal titolo stesso …
e anche questo mese devo dire che ci è stato proposto un ottimo libro!
kiki dice:
giovedì, 2 luglio 2009 11:33
Non condivido molto il paragone con il giovane Holden, trovo che siano due personaggi che hanno in comune la giovinezza e l’incapacità di trovare una loro strada. Ma li trovo anche molto differenti. Se provo a immaginarmi il loro incontro penso che con ogni probabilità James avrebbe detestato Holden e Holden non avrebbe capito James. Detto questo il libro mi è piaciuto, è molto scorrevole (una boccata di ossigeno dopo “il dardo e la rosa”) e i personaggi di James e della nonna sono intensi. L’unico punto debole, forse, è che la trama è un po’ poco delineata (l’inizio con la madre con la galleria d’arte che molla il marito in luna di miele mi ricorda stranamente un episodio di qualche telefilm…) e forse è anche un pretesto e alla fine non ha soluzione. Più che una storia è un’istantanea su un momento della vita del protagonista, sulla paura di crescere e l’incapacità di capire chi si è o chi si vuol diventare.
mirko dice:
giovedì, 2 luglio 2009 22:47
Condivido il commento di Kiki: il libro è molto scorrevole, divertente e ricco di frasi da segnarsi sui post-it o su un biglietto da seminare in giro (meno male che c’è anobii, dove è già stata riportata un’ampia gamma di citazioni). giudizio quindi positivo nonostante la trama sia effettivamente un po’ debole, anche se in perfetto James-pensiero.
Mi aspettavo un libro un po’ diverso, molti l’avevano definito come il classico libro che ti cambia dopo averlo letto, per me non è stato così. Tuttavia sono curioso di leggere altro di Cameron e prima o poi mi butterò su Quella sera dorata…
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