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Archive for the 'Romanzi Storici' Category

Il medico di corte: schegge di una rivoluzione dimenticata

  1. Posted by Ossimoro in Classici moderni, Narrativa straniera, Romanzi Storici |
  2. marzo 13th, 2009 |
  3. 9 commenti

Il consiglio di questo mese mi sta particolarmente a cuore, ritenendo personalmente questo romanzo uno dei più bei romanzi storici che abbia mai letto in vita mia.

Il 5 aprile 1768 Johann Friedrich Struensee fu assunto quale medico personale del re di Danimarca Cristiano VII e quattro anni più tardi fu giustiziato. Questo il folgorante incipit della serratissima narrazione di Per Olov Enquist, autorevolissimo romanziere svedese, che, nel suo “Il medico di corte” ci racconta con maestria un capitolo poco noto della storia europea. Si tratta della rivoluzione danese, la prima delle rivoluzioni settecentesche, consumata in fretta e con religiosa perizia da un medico illuminista nel silenzio delle cancellerie di un palazzo reale abitato da ministri umbratili e da un re costretto a rifugiarsi nella pazzia per potersi estraniare dal soffocante teatrino della corte di Copenhagen.
Enquist pare quasi compiacersi nell’annunciare al lettore, fin dall’inizio, che dovrà rinunciare ad affezionarsi all’uomo forte, deciso e appassionato che in quattro anni, con le sue armi di carta e diplomazia, porterà la Danimarca a essere lo stato più moderno d’ Europa.
Con sottile poesia e nello scenario estivo del Castello di Hirschholm, poi, si introdurrà il personaggio destinato a segnare per sempre il destino e l’ occulto progetto riformatore di Struensee: la giovane regina inglese Caroline Mathilde, presto innamorata del medico tedesco e dei suoi ideali innovatori.

Nota: anche se poco noto, il romanzo è pubblicato in universale economica da Feltrinelli a 8 euro e quindi reperibile un po’ dappertutto. Vi faccio presente che, per quanto la cosa possa sembrare strana, tutti i fatti narrati nel romanzo sono accaduti realmente. Leggendolo vi domanderete come facciano gli abitanti dell’Europa meridionale a non aver mai sentito parlare di questa affascinante storia.

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“Cave canem” (ovvero: quando Poirot parla latino)

  1. Posted by Ossimoro in Gialli, Romanzi Storici |
  2. maggio 17th, 2008 |
  3. 13 commenti

Presentarvi “Cave canem”, di Danila Comastri Montanari, non significa solo proporvi la lettura di un romanzo, ma condurvi per mano ad una finestra affacciata su un mondo che è contemporaneamente lontanissimo ed estremamente affine al nostro.
Si tratta di un giallo di ambientazione storica, il primo della lunga e fortunata serie che vede protagonista il senatore romano Publio Aurelio Stazio, occhi e orecchie dell’ imperatore Claudio, e le sue indagini investigative.
“Cave canem” – attenti al cane – è una scritta che si trova spesso sui cancelli delle ville romane ed è appunto in una di queste che il nostro protagonista si trova ad essere ospite, sulla via del ritorno da un periodo di villeggiatura a Baia.
Situata sul lago dell’ Averno, questa villa è di proprietà di un plebeo arrichito, tale Gneo Plauzio, padre di tre figli e sposato in seconde nozze con un’ aristocratica.
Appena arrivato, il nostro senatore ha una bruttissima sorpresa: infatti, il primo figlio di Gneo, Plauzio Attico, è appena stato ritrovato morto nella vasca delle murene.
Publio Aurelio viene dunque invitato a trattenersi, quale testimone della stesura di un nuovo testamento e ha così modo di conoscere tutta la famiglia allargata e tutte le tensioni che la permeano.
Ma, nel frattempo, la mano dell’ assassino non è paga del sangue versato e avviene un nuovo delitto: a questo punto gli abitanti della domus si credono vittime di una terribile maledizione.
Tuttavia chi ha portato la morte in questo pacifico angolo di impero non ha fatto i conti con l’ epicureo Publio Aurelio, poco incline alla fede nel fato e nei vaticini….

NOTA: l’ edizione circolante (7,90 euro in economica presso Fabbri Editori – Hobby & Work) è stata arricchita da un’ appendice in cui la solerte Comastri Montanari, oltre ad approfondire alcune usanze romane, spiega la gestazione e i modelli del suo giallo – Agatha Christie per prima, di cui ricorre inoltre l’ idea dell’ elenco dei personaggi a inizio libro – e la sua malia per il piccolo grande mondo che si è divertita a creare.
Nulla vi dirò sul fascino di Aurelio, sulla simpatia truffaldina del suo attendente – l’ alessandrino Castore – e sugli altri personaggi che, se vi affezionerete, sarete sempre lieti di ritrovare per vivere con loro una lunga avventura! Buona lettura, fanciulli! ;-) Ossimoro

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